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Amazon

Dal 2010, Amazon ha investito 800 milioni di euro, creato 2000 posti di lavoro per dipendenti a tempo indeterminato, e supportato l’attività per lo sviluppo di 32.000 piccole e medie imprese. Tutto questo, solo in Italia.
Per sapere la a storia di Amazon.com, Inc., tuttavia, bisogna fare un passo indietro. È il 1994, anno di fondazione di quello che diventerà un colosso del commercio online a Seattle, nello stato di Washington. In meno di 20 anni, Amazon diventa la Internet Company più grande del mondo.
L’azienda era partita con un modello di business profondamente diverso da quello odierno: fondata con il nome di Cadabra.com da Jeff Bezos, è stata lanciata nel 1995 come libreria online. Non passò molto che Amazon ereditò il suo nome attuale dal fiume “Rio delle Amazzoni” e che l’azienda allargò la gamma dei prodotti venduti a DVD, CD musicali, software, videogiochi, prodotti elettronici, e ancora prodotti d’uso quotidiano come abbigliamento, mobili, giocattoli, ferramenta, giardinaggio e molto altro ancora.
Compagnia che copre le tratte dell’intero pianeta con le proprie spedizioni, deve il suo successo a un modello di business alternativo ma lungimirante. I suoi fondatori contarono infatti di non registrare utili se non cinque anni dopo l’effettiva entrata nel mercato azionario dell’azienda, e i primi profitti arrivarono nel 2002.
Forte di un servizio clienti attivo 24 ore su 24, e della volontà di limitare al massimo i tempi d’attesa con i servizi di spedizione come Amazon Prime, che permette di acquistare illimitatamente con spedizione gratuita, Amazon continua a essere la prima internet company al mondo. Tutto questo, senza aver registrato nessuna perdita nel profitto a partire dai primi utili in bilancio, derivanti da ricavi sempre in attivo.
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